
Tempo di ripartire. Questo blog ha attraversato lunghi periodi di inattività. Immotivata, dato che rimane una risorsa che meriterebbe di essere sfruttata al meglio.
Le ragioni che hanno portato a questa sottoutilizzazione sono numerose: gli svariati impegni, le tante cose da leggere e da scrivere, la stanchezza che inevitabilmente s’infiltra nello spazio fra un lavoro e un altro. La pigrizia, soprattutto. Una somma casuale di cause tale da portare a sacrificare alcune cose. Fra queste, Cercando Oblivia è stata la più sacrificata.
La breve premessa serve a introdurre i due annunci che ho da darvi: uno relativo al blog nel suo complesso, e un altro riguardante la nuova rubrica che Cercando Oblivia va a ospitare e di cui questo post segna l’apertura.
Come innovare il blog: procedere per frammenti
Nel frammento introduttivo ho elencato alcuni dei motivi che mi hanno portato a trascurare questo blog. Ne ho lasciato da parte uno, il cui peso è stato particolarmente incisivo: l’intenzione di procedere alla stesura dei post soltanto quando mi fossi trovato a disporre di materiali completi. Mi spiego.
Il riferimento è soprattutto alle stroncature, che per la gran parte degli utenti di Cercando Oblivia sono gli appuntamenti più attesi. Ci sono stati periodi in cui il lavoro sulle stroncature procedeva con maggiore frequenza, pur segnando pause rilevanti tra un’uscita e l’altra. Ma poi l’apporto si è diradato, fino a azzerarsi.
La causa di un ritmo così blando è molto semplice: produrre una delle mie stroncature richiede parecchio tempo. C’è innanzitutto quello da dedicare alla lettura, che deve essere molto attenta. Chi le conosce, sa che le mie stroncature si basano soprattutto sugli aspetti formali e sui contenuti del testo. Hanno nulla a che fare con la critica letteraria, che si basa su un approccio molto diverso e usa strumenti d’altra foggia. Ma il confronto col testo, per come lo intendo io, è molto dipendioso. E nel mio caso si basa anche su una catalogazione e classificazione dei frammenti testuali che è un impegno gravoso.
La somma di tutto ciò è: molto tempo per leggere, molto tempo per catalogare/classificare, molto tempo per scrivere. Dunque, ogni stroncatura costruita con l’utilizzo di questo metodo richiede fatica. L’effetto di tutto ciò è che la rinuncia è sempre in agguato, nella sua forma più insidiosa: travestita da procrastinazione.
Rispetto a questo stato delle cose, l’unica soluzione è cambiare metodo: se il problema è la compiutezza (della lettura, del lavoro di catalogazione/classificazione, del post dedicato alla stroncatura), allora si deve procedere in termini di parzialità: il Metodo della stroncatura in fieri. Dunque, da qui in avanti, i libri verranno stroncati a lettura in corso. Ciò significa che a ciascun libro verrà dedicato più di un post. E mi sa che questa soluzione non vi dispiace affatto.
L’altra grande innovazione: il libro-manufatto come essere vivente
Ma c’è un’altra novità nella gestione dei post che riguardano l’analisi dei libri: si tratta di un aspetto molto più innovativo (e inatteso) rispetto a quello di cui si è parlato sopra.
Da oggi si apre infatti un nuovo spazio che parla di libri, ma in un senso che fin qui non mi pare sia mai stato azzardato da altri: non il libro-contenuto, ma il libro-manufatto. Cioè, la singola copia di un titolo. Per intendersi: non La peste di Albert Camus, ma la singola copia de La peste di Albert Camus, pubblicata in quella specifica edizione in quel preciso anno.
È necessario che approfondisca un attimo questo aspetto della questione.
Intanto, c’è che l’esempio di La peste non è fatto a caso. Si tratta di uno dei tanti libri di cui questa sezione del blog si occuperà. È entrato a far parte della mia biblioteca privata nello stesso modo di tutti gli altri libri dei quali parlerò in questa sezione di Cercando Oblivia: l’ho prelevato da una cassetta del book-crossing. Tocca fidarmi della memoria per dire che fosse la cassetta piazzata nel parco di Campo di Marte a Firenze, intitolato al povero Niccolò Galli.
Lì c’è uno dei punti ai quali indecorosamente attingo, in applicazione di un tic per l’accumulo seriale cui da tempo mi sono arreso. Ma, al di là del riferimento al singolo caso di libro acquisito e di luogo in cui l’acquisizione è avvenuta, l’esempio serve a rendere l’idea di qual è l’oggetto dei post che arricchiranno questa sezione: parlerò di una singola copia di libro provando a farne un’interpretazione. Perché le singole copie di un libro hanno una vita sociale. Una vicenda molto più vasta di quanto noi si voglia immaginare. Colma di segni e avvenimenti impossibili da raccontare nella loro interezza, ma che in parte sono rintracciabili.
In questa nuova sezione del blog proverò a disegnare questa traiettoria.
Tenterò di parlare della vita sociale di una singola copia di libro.
Ovvio che di quei libri verrà illistrato anche il contenuto. E che, laddove le circostanze lo richiedano, si andrà di stroncatura.
L’operazione reggerà? Sarete voi a giudicare.
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