Dicono che sia il libro dell’estate, forse dell’anno. Ok, vado a vedere.
Senza entusiasmarmi arrivo a pagina 116, e lì trovo il seguente dialogo:
“Tu vuoi farmi parlare d’amore, Marcus, ma l’amore è complicato. L’amore è molto complicato. E’ la cosa più straordinaria ma al tempo stesso peggiore che possa capitare. Un giorno lo scoprirai. L’amore può fare molto male. Questo non significa che si debba avere paura di cadere, e soprattutto di precipitare nella voragine dell’amore, perché l’amore è anche bellissimo ma, come tutto ciò che è bello, abbaglia e fa male agli occhi. E’ per questo che spesso, dopo, si finisce per piangere”.
Chiudo il libro un attimo, stranito. Lascio sedimentare un istante la sensazione, e poi mi chiedo: ma sto leggendo La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker, o un estratto dal prossimo romanzo di Fabio Volo?


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