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Nei lunghi pomeriggi d’inverno cercare l’angolo remoto della casa. Quello più distante dalla strada e dai suoi rumori. Quello irraggiungibile dalle luci delle finestre. E lì stare a ascoltare il silenzio, dentro il grembo del buio perfetto. Solo il suono del respiro a dare tracce di vita. E lì avere l’impressione di star dormendo. Ma…
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Fu lei a prendere coraggio e dire la cosa che da mesi rimaneva sospesa fra loro. Una sera di metà settimana, davanti a una cena fredda come i loro sguardi che s’incrociavano distratti, e infastiditi deviavano. Erano appena tornati dalla terapia di coppia, ciascuno a bordo della propria auto e compiendo tragitti diversi per ritrovarsi…
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Come vi avevo annunciato nel precedente post, scritto dopo un lungo silenzio, riprende il mio cammino per Oblivia attraverso le righe di questo blog. Uno spazio che troppo a lungo ho trascurato, e che da adesso sarà ciò per cui era stato concepito: un laboratorio di idee, riflessioni, prove narrative, immagini, persino nonsense. Potrei promettervi…
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Riprendo questo blog dopo una pausa durata troppo tempo. Dovuta un po’ alla mole di cose da fare e scrivere, e molto alla pigrizia che le troppe cose da fare e scrivere generano come legittima ricompensa. Me ne dispiaccio, perché questo spazio dovrebbe essere la palestra delle cose migliori. Invece è diventato una stanza chiusa…
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Il blog tornerà presto a essere aggiornato. Ciao amici.
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Chi ti chiede questo ti sta già facendo un`altra domanda. Non ti chiede soltanto la cosa che vuol sapere, ma ti interroga anche sulla tua disponibilità a rispondere a un interrogativo, senza nemmeno sapere quale sia. Ho sempre diffidato di chi mi chiede se può farmi una domanda.
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“Penso di potermi fidare di te” “Pensi…” “Si’, insomma… mi sembri uno che sa mantenere un segreto” “Segreto? Non so. Un segreto e’ finche’ non viene detto” “Una cosa non detta non e’ un segreto. E’ una cosa che non esiste” “Strana idea la tua… Comunque, non mi hai confidato nessun segreto” “Magari sto per…
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Appena fuori dall’erboristeria, vicino casa. Una biondissima signora straniera con la biondissima figliola in eta’ da asilo. La madre parla in una di quelle lingue dell’est europeo che al nostro orecchio suonano cosi’ ruvide. E ci fanno sembrare che un rimprovero pronunciato in quegli odiomi contenga un grado di severita’ più del normale. Non capisco…
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Stamattina, stazione ferroviaria di Campo di Marte a Firenze. Nello spazio che e’ al tempo stesso biglietteria e sala d’attesa erano seduti due uomini trasandati. Parecchio trasandati. Qualcuno li avrebbe definiti barboni, ma io non so cosa questo termine significhi. Attorno a loro, sacchetti con gli scarni effetti personali e una chitarra. Uno dei due…
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Vedi allungarsi il pomeriggio. E come se ogni volta fosse cosa nuova – come non capitasse ogni anno di questi tempi – ti meravigli di scorgere sull’orizzonte l’alone di porpora quando sono gia’ le 6. Vedi allungarsi il pomeriggio come se fosse vita nuova. Per non pensare che un altro ciclo annuale se ne sta…