Recensione di “Mare mosso”, di Francesco Musolino (Men on wheels, 18 luglio 2022)

Il mare non mente. È una forza primordiale, la più immensa che esista in natura. E nonostante la sua onnipresenza nella storia umana non abbiamo ancora davvero imparato a guardarlo in modo corretto. Nella mentalità comune il mare corrisponde soprattutto alle idee di relax, di vacanza, di luogo del godimento e della sospensione temporale. Un mare addomesticato, da visitare e perlustrare a distanza di relativa sicurezza dalla terra emersa. Quando invece per la maggior parte della storia umana esso è stato il complesso delle rotte di scambio e dei commerci, ma anche l’arena delle guerre nonché vasto cimitero (vocazione, quest’ultima, che purtroppo continua a essere presente). Questa falsa visione dominante ha avuto influenza anche sul modo in cui il mare viene raccontato dalla letteratura odierna. O per meglio dire, sul modo in cui non viene raccontato. Perché salvo eccezioni che nel panorama narrativo contemporaneo bisogna proprio andare a cercare.

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