Consigli e sconsigli non fanno mai male…
Una banale classifica, ebbene sì, si sa che la fine dell’anno induce a fare di queste cose.
Mi limito a poche righe se non a poche parole di carattere volutamente aereo e superficiale come si usa quando si parla an passant fra amici di quello che si sta leggendo .
I migliori:
5. Il vino della solitudine, Irene Némirovsky.
L’unico fra i suoi romanzi che ho fin qui letto a essere scritto in prima persona singolare. Una prima persona che è una singolare vecchia anima che non si stupisce mai davvero, e i cui unici soprassalti vengono dall’eco del ricordo di quando ribolliva come il mosto nel tino a Settembre.
4. Cartongesso, Francesco Maino.
Di questo romanzo ho scritto qui.
3. Origine della donna, Elaine Morgan.
Uno dei testi più spassosi e meglio fondato che io abbia mai letto. Un testo “filosofico” che segue la logica del ragionamento consequenziale, che esercita la critica senza timori reverenziali verso autorità alcuna, che presenta i propri…
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