Photoshot – La leggenda estiva di Leo Di Caprio in Ferrari (La Repubblica Firenze, 6 agosto 2014)

Cari amici, questo è l’articolo della serie Photoshot che mi è stato pubblicato la scorsa settimana. Buona lettura.

Ci sono le leggende metropolitane e quelle estive. Le prime hanno medio-lunga durata, e s’alimentano del gigantismo urbano e della sua impersonalità. Le seconde invece sono stagionali in tutti i sensi: perché appartengono alla silly season, la stagione sciocca, e perché passata l’estate nessuno più ne conserva ricordo. Per capire, qualcuno rammenta la leggenda della tigre che nell’estate 2010 s’aggirava per i boschi della Rufina? Che a dirla adesso scappa da ridere e ci si piglia per cazzari, ma in quell’agosto venivano effettuate perlustrazioni con cani e elicotteri e fioccavano testimonianze di contadini che giuravano d’aver visto impronte del felino. Divertitevi a cercare su internet. Troverete dichiarazioni come quella del pensionato 74enne che racconta d’esser andato in giro per funghi e d’aver intravisto la tigre, o quella della casalinga che giura d’averla vista nel cortile di casa e d’averne udito il ruggito. Di sicuro c’è che dal primo settembre 2010 non se n’è più saputo né parlato. Magari la belva è morta stecchita mangiando i funghi del pensionato.

Ridete pure, come se quattro anni fa non ci foste pure voi a cibarvi di quelle notizie e a evitare i boschi della Rufina ché non si sa mai. Ma quando avete finito provate a pensare a chi fra quattro anni scorrerà su internet le notizie sulla leggenda estiva 2014, quella a cui nei giorni scorsi vi siete dedicati prendendola con la medesima serietà dedicata alla tigre fantasma. Parlo dell’apparizione di Leonardo Di Caprio in Ferrari a piazza della Repubblica. Che già messa così suscita la naturale risposta: “O vien via!”. E invece no, qui la cosa va presa sul serio anche nel suo lato grottesco. Perché a differenza di ogni altra leggenda, metropolitana o estiva che sia, in questo caso c’è una prova documentale. O quantomeno un reperto, che finisce con l’essere esso stesso la vera leggenda dell’estate 2014. Si tratta della foto che vedete, in cui viene ritratto un baldo giovanotto mentre s’appresta a rientrare nell’abitacolo della sua Ferrari circondato da passanti straniti. Per quello che si può capire dalle loro espressioni, nessuno fra costoro mostra la minima consapevolezza di trovarsi davanti a un divo hollywoodiano. Piuttosto sembrano incuriositi dalla presenza di un’auto lì dove proprio non dovrebbe trovarsi, e dove i forentini privi di pass non transitano da tempo immemore. “Ma ‘unn’era pedonalizzato qui?” sembra dire l’omino in scooter e maglietta grigia. Che a dirla tutta, per aver scansato appena in tempo lo sportello aperto d’improvviso, potrebbe anche avere aggiunto: “La tu’ ma’…!”. Quanto al tizio che sta entrando nel bolide abusivamente presente in zona proibita, a  guardarlo si direbbe che sta a Di Caprio come gli Audio 2 stanno a Lucio Battisti.

E però, c’è un però. Come in ogni leggenda che si rispetti, la forza della credenza e della diceria soverchia quella dell’evidenza. E proprio in questo caso la regola mostra più che mai la sua validità. Perché nel caso di tutte le altre leggende la sola prova utilizzabile è una non-prova: si parla di qualcosa che nessuno ha visto mai o documentato. Invece in questo caso il documento c’è, e quantomeno lascia dei dubbi. E allora è il documento stesso a diventare leggenda estiva, il colpo di sole racchiuso dentro un clic. Perché c’è chi giura che fosse proprio lui, il divo. A cominciare dall’esercente che l’ha rifocillato. Invece il web, cioè l’oracolo della contemporaneità, certifica una smentita a prova di bombe. Pare che nelle stesse ore in cui è avvenuto l’avvistamento fiorentino Di Caprio fosse a Ibizia, sul luogo di una rissa fra Justin Bieber e Orlando Bloom. E allora, ubi maior minor cessat. Perché a Firenze, al massimo, poteva godersi il Muzzi e il Savelli che si prendevano a labbrate da ‘iGgozzi. Abbozziamola qui, dài.

 

 

Il presunto Di Caprio in piazza della Repubblica
Il presunto Di Caprio in piazza della Repubblica

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