Riprendo questo blog dopo una pausa durata troppo tempo. Dovuta un po’ alla mole di cose da fare e scrivere, e molto alla pigrizia che le troppe cose da fare e scrivere generano come legittima ricompensa. Me ne dispiaccio, perché questo spazio dovrebbe essere la palestra delle cose migliori. Invece è diventato una stanza chiusa a chiave.
Riprendo quando manca un giorno alla conclusione del 2011. Giunti a questo punto dell’anno è d’abitudine guardare avanti, e stilare la lista dei buoni propositi per il futuro che parte dal primo gennaio. Un esercizio che non mi ha mai intrigato. Se proprio devo, preferisco consigliare a me stesso e a tutti voi di stilare la lista dei buoni propositi per l’anno vecchio.
A cominciare dalla promessa di non dimenticare mai quello che è stato. E di custodirne ogni momento con cura, cominciando da quelli più tristi. Di conservarne le malinconie come cose preziose, e i giorni privi di senso come qualcosa che un senso alla vostra vita l’ha dato. Tutto quanto collezionato assieme alle gioie, ovvio. Soprattutto quelle scaturite da dove non vi sareste mai aspettati. Quelle minuscole, che come conchiglie producono un suono potente all’orecchio che lo vuole ascoltare. Coltivate la memoria di questo anno che se ne va, come di ogni anno che vi siete messi alle spalle: è questa la vera ricchezza che possedete.
Buon 2011 a tutti voi. Quanto al 2012, ne riparleremo fra un anno.
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